Votare rosa alla camera è tradimento?
Pubblicato il 21 marzo 2006Non assegnata
Per la rassegna stampa di oggi segnalo l'articolo di Emanuele Macaluso sulla prima pagina del Riformista:"La settimana scorsa, in una riunione dei segretari di federazione Ds, in cui si discuteva l’andamento della campagna elettorale, Gianni Cuperlo ha detto: «c’è un elettorato di opinione, colto e socialmente benestante, concentrato in gran parte al Centro e al Nord, che, in polemica con alcune posizioni assunte dal leader della Margherita, potrebbe scegliere di votare in modo distinto, tra la Camera, dove ci presentiamo con la lista dell’Ulivo, e il Senato ». Le posizioni del leader della Margherita cui allude Cuperlo sono quelle che attengono ai temi “eticamente sensibili”, e non sono certamente un dettaglio, ma fanno parte dei processi di modernizzazione che investono le società in tutti i paesi europei. E sono parte integrante dei programmi e dell’opera di governo di tutti i partiti socialisti. Temi che toccano non solo l’elettorato «colto e benestante» del centro-nord. Questa visione riduttiva fa parte del bagaglio culturale del Pci, smentito dalle travolgenti vittorie referendarie sul divorzio e l’aborto nel Sud e nelle zone «meno colte e più povere». Il Pci però fu pronto, in quelle occasioni, a impegnarsi in quelle fasce sociali e nel Sud con tutte le sue forze, e a coniugare la questione sociale con quella dei diritti individuali. Se i dirigenti Ds - nel corso della campagna elettorale - rinunciano a parlare di tali argomenti per garantire non già l’Unione, che nessuno mette in discussione, ma l’unità della lista dell’Ulivo, pongono un problema agli elettori colti e non colti, benestanti o meno, sensibili ai temi “eticamente sensibili”. "
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il 21/3/2006 alle 10:13 | |
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