DUE COSE.
Pubblicato il 5 febbraio 2009Non assegnata
Ormai gli intervalli tra i post sono troppo lunghi e questo non va bene. L’unico colpevole sono io ma per correggere l’andazzo penso sia giusto tornare a uno stile più sobrio. Intendo che non sempre l’intervento dev’essere meditato e su questioni di grande rilievo. Può anche darsi la scelta di chiosare vicende meno “alte” o fatti di cronaca o letture del giorno. Ve lo dico per tempo così da non incorrere nelle critiche successive. Oggi però dobbiamo riparlare di una cosa seria. Forse di questi tempi la più seria di tutte.
Eluana Englaro ha raggiunto la clinica di Udine dove potrebbe avere termine il suo dramma infinito. Come sapete c’è una sentenza della Cassazione (sentenza definitiva) che abilita la struttura sanitaria che la ospita a sospendere la nutrizione e idratazione artificiali cui il corpo di Eluana è sottoposto da molti anni. Tanto si è detto sull’argomento e tanto si dirà. Di quella giovane donna ospedalizzata da 16 anni e più hanno parlato i genitori, gli amici, i medici curanti. Sull’altro fronte c’è il tema delicato del diritto. Il governo in queste ore starebbe valutando l’opportunità di un decreto legge col solo obiettivo di bloccare l’applicazione della sentenza. Dopo la circolare Sacconi (primo strappo gravissimo) si aprirebbe un conflitto istituzionale con il potere esecutivo che si mette di traverso al deliberato di un potere autonomo (quello giudiziario). Trovo questa ipotesi irricevibile, irresponsabile, scandalosa. Scorro le agenzie del mattino (ora, mentre scrivo). Leggo le dichiarazioni di esponenti autorevoli della maggioranza. Gli occhi cadono su parole dure, “Boia. Barbarie disumana. Omicidio”. Inutile invocare pacatezza, rispetto, sobrietà. Siamo scivolati su un terreno che nessuno può dire di conoscere fino in fondo. Ma la politica non può restare cieca di fronte alla ferita che alcuni vorrebbero infliggere allo stato di diritto, alla legalità e alla democrazia. Dal mio punto di vista (ma è il mio, lo so) c’è anche un vuoto pauroso di umanità proprio da parte di chi parla di un atto (l’applicazione di quella sentenza e di una volontà soggettiva) che sarebbe pervaso di un nuovo pericoloso antiumanesimo. Spero che il governo non compia una scelta che segnerebbe in negativo la storia del Paese. Ma se lo dovesse fare credo che la reazione di chi dissente dovrà essere netta, forte, inequivoca.
Ieri l’altro ho votato in Aula alla Camera la riforma della legge elettorale europea. Quella che alza lo sbarramento al 4 per cento. Al mattino, nell’assemblea del gruppo Pd, mi ero astenuto sul merito della proposta. Intervenendo nella discussione avevo spiegato le mie preoccupazioni. Ho riconosciuto la coerenza di una posizione (la nostra) che da sempre ha sostenuto la linea di una soglia di accesso (al 3 per cento) col mantenimento delle preferenze. Ma ho anche detto che le riforme delle regole elettorali non sono mai un disegno astratto. Unicamente teorico. Hanno sempre una profonda ricaduta politica. E quindi vanno considerate, oltre che nella loro intima e tecnica coerenza, anche per l’impatto che producono. Il contesto entro cui si collocano. Le reazioni destinate a suscitare. Ho aggiunto che meno di dieci mesi fa circa tre milioni di italiani hanno espresso un voto ma sono rimasti esclusi dalla rappresentanza nel parlamento nazionale. La responsabilità di ciò è naturalmente, e in primo luogo, delle forze che quegli elettori hanno votato. Ma ciò non toglie che sarebbe stato logico chiedersi se era davvero logico, nella crisi evidente di quelle formazioni (parlo della sinistra in primis), rendere adesso più difficoltoso il loro approdo con una propria rappresentanza nel Parlamento di Strasburgo. L’ho detto riferendomi anche al contesto sociale nel quale ci troviamo e alla necessità di non sospingere quelle componenti verso una deriva di tipo più radicalizzato o estremistico. Detto ciò ho riconosciuto che la mediazione conseguita (sul merito) era quella nota (il 4 per cento più le preferenze) e ho solo chiesto qualche garanzia sulla possibilità di rendere meno complessa per le forze più piccole la presentazione delle liste. Mi spiego. Se noi alziamo la soglia (al 4) è chiaro che stimoliamo le formazioni minori ad aggregarsi e dunque a presentarsi con un simbolo nuovo. In questo caso (la meccanica è complessa ma semplifico) viene richiesta la raccolta (per sottoscrivere la lista) di tot firme. Non poche. Tra le 30 e le 35 mila per ogni circoscrizione, con l’obbligo di raccogliere almeno il 10% (delle 30 mila) in ciascuna regione. Nelle regioni molto piccole questo dato non è semplicissimo da raggiungere. Per cui il Testo unificato (licenziato a ottobre dalla prima commissione della Camera) aveva già previsto una sostanziale riduzione del numero di firme necessario. Ho chiesto di riapplicare quella norma per non dare l’impressione di un accanimento contro i più piccoli. Altra questione riguarda le ricadute della riforma.. C’è chi dice che stavolta il voto utile potrebbe favorire le forze minori e chi pensa che aiuterà i partiti maggiori. Non lo so. E sinceramente mi interessa poco. Avevo i dubbi che vi ho riassunto (e un paio d’altri sulle possibili ricadute negative del tutto sul futuro delle amministrazioni locali) ma mi sono limitato a riassumere, dal mio punto di vista, i contorni della questione. Poi si è votato in Aula e mi sono attenuto all’indicazione del gruppo. Vi racconto tutto questo perché dalla lettura dei giornali sembra che si sia consumato uno scontro aspro (che non c’è stato) con vincitori e vinti. Moderati e ultrà. Confesso che sono anche un tantino stanco. Personalmente non ho fatto interviste o rilasciato dichiarazioni sul punto prima della riunione del mio gruppo. Manco sul blog ho voluto scrivere come la pensavo. Ma se poi ogni volta che si discute (nelle sedi deputate alla discussione) tutto viene tradotto in una sfida all’Ok Corral ci ritroveremo per forza a dare l’immagine di un partito confuso e litigioso. Discutere, ascoltarsi, ragionare non è sinonimo di confusione. Ma è (continuo a pensare) la linfa della politica. Almeno spero.
Buone cose
| inviato da
giannicuperlo il 5/2/2009 alle 11:45 | |
Segnala su Facebook