SULLA MANOVRA.
Pubblicato il 17 giugno 2010Non assegnata
Ho visto che in calce all'ultimo post avete segnalato l'articolo di Luciano Gallino uscito su Repubblica alcuni giorni fa. Effettivamente quel pezzo coglieva bene le implicazioni della vicenda di Pomigliano e penso anch'io che lo scenario che si apre da qui in avanti difficilmente si ricomporrà come se l'accordo (ad oggi separato) di Pomigliano non fissi un prima e un dopo. Intanto sulla manovra ci prepariamo alla manifestazione di sabato mattina al Palalottomatica. Mi ero ripromesso di pubblicare sul blog alcuni approfondimenti di dettaglio sul testo del governo. Lo faccio volentieri con questa nota predisposta dalla mia collega Amalia Schirru. E' la sottolineatura di una angolazione particolare, ma secondo me dice parecchio sullo spirito del tremontismo. Oggi me ne vado a Pescara a presentare il libro di Giulio Borrelli sulla Rai e sul Tg1, poi domani a Pistoia per un seminario-convegno promosso dal Pd. Sabato, mi raccomando, chi può a Roma.
Disabilità, donne, manovra economica.
"Raccolta in più di cento pagine, la manovra economica del Governo di centrodestra si ripropone di affrontare e risolvere la crisi che avvolge il nostro Paese. In realtà ci troviamo di fronte a un triste fiume di parole che non risolve, ma confonde ancora di più i cittadini e che, peggio ancora, se la prende con i più deboli. Si riparte con la solita litania sui falsi invalidi, si potenziano INPS e INAIL incrementando i fondi e trasferendo funzioni di enti importanti di ricerca come l’ISPESL - che opera nel campo della sicurezza sul lavoro, in grado di autofinanziarsi (35 milioni di euro) per più del 60% dello stanziamento che perviene dallo Stato e ha un bilancio in attivo - ma non si vanno a toccare le rendite derivanti dalle doppie abitazioni, degli yacht e delle imbarcazioni di lusso. Si bloccano gli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici e il loro tfr, quelli degli operatori della scuola, della sanità, delle forze dell’ordine e dei semplici militari, ma non si scava sui privilegi dei tanti baby-pensionati col doppio e triplo lavoro da liberi professionisti, i presidenti e componenti di Enti o Istituti bancari presenti anche in più consigli di amministrazione e che godono di più indennità. Il governo trucca i conti dello Stato: si parla di tagli di 25 miliardi sulle spese del bilancio pubblico senza fare mai un esame puntuale delle entrate e un preventivo delle spese vere e necessarie per la nazione come farebbe qualunque madre di famiglia numerosa che deve amministrare e soddisfare secondo giustizia i bisogni primari dei propri figli.
Allora è mai possibile che i risparmi e i sacrifici debbano partire sempre dagli ultimi? Da chi poi, come gli invalidi, non ha la possibilità di dare autonomamente voce ai propri bisogni? Io non credo che ci sia qualcuno capace di fingere l’invalidità allo scopo di ottenere un misero assegno di 225 euro, senza la presenza di una patologia certificata e senza una motivazione grave di disagio sociale, di povertà estrema e legato alle difficoltà di trovare un lavoro adeguato anche alle condizioni fisiche e psichiche della persona. Né credo che sia possibile che un ragazzo down chiamato a verifica, solo perché maggiorenne, debba essere considerato invalido al 100% e nello stesso tempo privato dell’assegno di accompagnamento come se fosse miracolosamente diventato in grado di svolgere una vita autonoma, di trovare un lavoro, di formare una famiglia.
L’art.10 che prevede la riduzione della spesa con l’aumento della percentuale dal 74 all’85 per cento per il diritto all’assegno d’invalidità, è teso ad escludere le persone con malattie gravi (disturbi psichici, cardiopatie, malati oncologici, menomazioni ad entrambi arti inferiori e/o superiori) che potrebbero certamente anche lavorare ma solo se ci fosse qualcuno disposto ad offrire loro il lavoro adeguato alle sue condizioni di salute, protetto e flessibile negli orari e nella organizzazione. Non si può infatti dimenticare che questo Governo ha tentato di bloccare le assunzioni del collocamento obbligatorio e che nessuna verifica è mai stata fatta per il rispetto della legge 68/99 da parte delle imprese e della pubblica amministrazione.
Va annotato invece che nel nostro paese a differenza degli altri paesi europei non esiste il reddito d’inserimento o una qualsiasi forma di sostegno economico capace di mettere le persone in condizioni di affrontare le situazioni più critiche della vita, quando richiede la cura e la sopravvivenza. Si preferisce invece spendere per gettonare l’attività di verifica della certificazione sanitaria e reddituale degli invalidi, piuttosto che approntare strumenti tecnici di valutazione e migliorare le modalità di accertamento, seguendo le disposizioni e classificazione internazionali dell’organizzazione mondiale della sanità. Inoltre non si possono scaricare i bisogni sociali delle persone in difficoltà ai Comuni, senza pensare ad un maggiore raccordo di funzioni e risorse dello Stato/Regione/Ente Locale, per rafforzare l’assistenza alla singola persona e realizzare un programma di continuità di prestazioni sanitarie e socio assistenziali integrata, valida e obbligatoria in tutto il territorio nazionale.
Per ridare dignità e sicurezza a chi combatte quotidianamente contro la malattia o la menomazione che, al di là della forza d’animo, costringe a richiedere sempre e comunque l’aiuto alla famiglia. Forse si vuole che questi cittadini siano sottomessi anche dal punto di vista economico e magari rinchiusi in qualche istituto, piuttosto che essere messi in condizione di vivere, dignitosamente, una vita sociale e affettiva, il più possibile autonoma. Ancora, non posso pensare all’esistenza di genitori che allegramente sottopongono i propri figli, fin dai primi anni di vita, a visite mediche per dichiararne deficienze e stato di handicap, solo per avere diritto ad un insegnante di sostegno. Questo è solo qualche esempio per far capire che su questo fronte il Governo, e in primis i Ministri Tremonti e Sacconi, è lontano anni luce dalla pur minima comprensione di cosa significhi in realtà la malattia, la disabilità, l’invalidità che costringe una persona – un cittadino con pieni diritti - ad una vita dipendente e difficile, resa più amara dai continui attacchi che questo Governo inetto e distante tributa quotidianamente.
Mi auguro che tutti gli invalidi e i loro familiari acquisiscano quella forza necessaria per far sentire la loro voce e insieme il disgusto per chi, nascosto dietro posizioni becere e ideologiche, vuole negare il diritto alla vita civile e sociale proprio per i più deboli. L’attuale manovra economica prevista dal Governo non fa altro che penalizzare questa parte della popolazione che le ultime stime calcolano in circa 2 milioni e 600 mila persone. Quando ci si riferisce allo stato sociale in termini di spesa improduttiva l’Italia dimentica di aver sottoscritto la Convenzione ONU del 2006 che sancisce i diritti dei disabili in quanto PERSONE.
E poi, come sottolineato dal Gruppo Mamme H, parlare di improduttività è totalmente errato in quanto la disabilità contribuisce a dare lavoro a numerose professionalità quali i tanti operatori sanitari, gli insegnanti, gli educatori, e perfino le aziende che producono ausili per gli invalidi, e finanche le stesse case farmaceutiche. Queste madri hanno il diritto di essere supportate nella loro battaglia quotidiana, nel loro doppio impegno di madri e di lavoratrici. Ecco perché, mentre il Governo taglia con la manovra fiscale, noi ci siamo battuti per una legge che concedesse almeno a quella parte di loro che assiste disabili gravi e gravissimi, il pensionamento e il congedo anticipato. È una goccia in mezzo al mare, una legge migliorabile certo ma che qualcuno, di fatto senza avanzare proposte utili, ha ingiustamente bollato come inefficace, vecchia.
Io ne ribadisco invece l’importanza: è una legge condivisa, frutto di uno strenuo lavoro in Commissione e in Parlamento, che giunge dopo decenni di attesa e che, seppur migliorabile e perfettibile, costituisce sicuramente un passo avanti rispetto al nulla che fino ad oggi aveva imperato. È questo un modo in definitiva per aiutare le donne, come sempre in prima linea nel lavoro di cura. Donne che sostengono le famiglie e che, anche nell’ultima manovra del Governo, vengono dimenticate: i tagli alle risorse agli enti locali, infatti , non fanno che ridurre i servizi di welfare per le famiglie, aumentando così la precarietà e l’inconsistenza delle reti di servizi attorno ad esse.
E così è anche per l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, che l’UE ci impone e che il Ministro Sacconi, la Confindustria e il Governo vedono come una giusta equiparazione di diritti e doveri tra uomini e donne. Peccato però che in Italia si sia molto lontani dall’Europa in materia di parità, di occupazione e peccato che l’innalzamento arrivi a toccare quella folta parte di popolazione che accede più tardi e più difficilmente all’occupazione, che subisce una grave disparità di salario, e che infine supporta un carico di lavoro doppio rispetto agli uomini, dato dalla cura familiare di figli, di anziani, spesso invalidi o disabili, laddove, a differenza del resto d’Europa dove invece il welfare funziona, non è a carico dell’intera comunità ma ancora una volta delle singole donne.
Anche qui, come Partito Democratico abbiamo avanzato delle proposte, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’obbligo del congedo di paternità obbligatorio, l’apertura di una finestra dell’età pensionabile valida per uomini e donne. Ma il cammino è lungo, perché prima di tutto è necessario costruire un vero stato sociale che sia in grado di occuparsi dei propri cittadini più deboli, più indifesi, dai più piccoli agli anziani, ai portatori di disabilità. Oggi, con l’ennesima manovra di un Governo che taglia sui più poveri e indifesi, proteggendo invece i soliti intoccabili, questo cammino sembra ancora più irto. Per questo la nostra opposizione in Parlamento deve essere inossidabile e ferma. Ne va dei diritti di chi, non potendolo fare in prima persona, guarda a noi con fiducia per la propria, dignitosa, sussistenza."
Buone cose
| inviato da
giannicuperlo il 17/6/2010 alle 14:10 | |
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