PROCESSO BREVE
Pubblicato il 7 aprile 2011Non assegnata
Siamo impegnati nell'ostruzionismo sul cosiddetto processo breve. Funziona così: chi parla per primo illustra l'emendamento per cinque minuti. A seguire ci si iscrive a parlare (in un numero rilevante) e si prende la parola a titolo personale per un minuto. Ora, in un minuto non si può dire quasi nulla. Io ieri sera l'ho fatto trovando una presidenza comprensiva e sono riuscito a completare il senso. Stamane invece il discorso (breve) si è spento a metà causa mancata alimentazione del microfono. Comunque avrei detto questo (le prime due o tre frasi le ho dette davvero, le altre consideratele un omaggio alla completezza).
"Grazie Presidente.
Colleghi, per decenni in quest’Aula si sono seduti – di qua e di là dell’emiciclo – giuristi di fama, persone di legge e di dottrina che la lotta politica contrapponeva in modo anche aspro, ma che mai avrebbero stravolto l’ordinamento costituzionale per sfuggire ad una sentenza.
In questo senso davvero Voi realizzate oggi con questo provvedimento una metamorfosi del luogo. Se posso utilizzare una figura antica, state ritoccando il simbolo stesso della giustizia. La bilancia e la spada.
Da secoli la bilancia, insieme al corpo umano, è il simbolo della simmetria. E difatti indica l’equilibrio, l’equità senza la quale semplicemente non c’è giustizia. Poi c’è la spada, che rimanda alla forza che la giustizia deve avere per fare rispettare il proprio giudizio.
Voi non solo state alterando i pesi della bilancia, a tutto vantaggio di una persona. E non solo state sostituendo la spada con lo scettro del re. Ma fate anche un’ultima cosa, che tra tutte non è la meno grave.
Per molto tempo quella giustizia divina è stata bendata. Perché non vedendo l’oggetto del suo giudizio, doveva essere ed apparire imparziale. Un poeta criticò quella benda, scorgendovi il simbolo della cecità delle corti e di una arbitrarietà delle sentenze. Ma ciò era detto dal punto di vista della povera gente e non del potente.
Voi state andando più per le spicce.
Non è solo che avete tolto la benda. Ma l’avete sostituita con uno di quei paraocchi che si applicano ai cavalli. Servono a far galoppare l’animale in una sola direzione.
A questo siamo.
A una giustizia equina. E a un Parlamento che la dovrebbe ratificare.
Due sciagure in un colpo solo. Prima o dopo forse lo capirete anche voi.
Signor Ministro, Lei è un uomo giovane e brillante e oggi occupa un posto nel governo di alta - direi, altissima - responsabilità.
Vorrei dirle con rispetto: scenda dal cavallo. Non faccia il fantino e indossi, invece, se li possiede i panni dello statista.
Se dovesse accadere noi la applaudiremo.
Almeno ci pensi, per la sua dignità e per quella del suo paese.
Grazie".
| inviato da
giannicuperlo il 7/4/2011 alle 15:20 | |
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