Provvedimenti della manovra finanziaria e suoi effetti
Pubblicato il 29 luglio 2011Non assegnata
I
provvedimenti di emergenza per garantire una manovra di stabilizzazione stanno
rivelando la realtà dei pesanti errori commessi dal governo nella politica
economica degli ultimi mesi. Mi pare utile dare conto dello studio su questo
tema realizzato dal PD, da cui si rivela un quadro inquietante di inasprimenti
fiscali che andranno a colpire soprattutto i più deboli. Qui ne faccio un sunto
schematico, per punti, l'intento è quello di proporre una sorta di breve guida
per orientarsi in questa selva di provvedimenti che appaiono quanto mai di
scarsissima efficacia e - in una sola parola - ingiusti.
Provvedimenti
della manovra finanziaria e suoi effetti
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Riduzione delle agevolazioni su imprese, casa e famiglia: la manovra stabilisce
il taglio del 20 per cento dei regimi di agevolazione fiscale vigenti in
Italia. Questo significa, in breve, colpire la famiglia (figli, istruzione,
sanità, ecc.), il lavoro dipendente, le pensioni. E' del tutto assurdo pensare
a una decurtazione automatica di questa entità.In buona sostanza, non sarebbe
altro che un drammatico aumento della tassazione personale sui redditi, che già
oggi grava per più del 90 per cento sui soli redditi da lavoro dipendente e
sulle pensioni. Più che di rigore, stiamo parlando di macelleria sociale.
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Tagli ai ministeri: invece di rilanciare la crescita, il governo taglia le
dotazioni al ministero per lo sviluppo economico, il più colpito dalla manovra.
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Tagli agli enti locali: la manovra stabilizza i già pesanti tagli previsti dal
DL 78 del 2010, e ne aggiunge di ulteriori. Sono infatti previsti tagli per 3,2
mld di euro nel 2013 e per 6,4 mld nel 2014. Vediamo come verranno ripartiti:
le Regioni a statuto ordinario perderanno 800 milioni nel 2013 e 1,6 miliardi
nell'anno successivo, quelle a statuto speciale 1 mld nel 2013 e 2 nel 2014. Le
province, infine, dovranno rinunciare a 400 milioni nel 2013 e a 800 nel 2014.
Altri provvedimenti restrittivi riguarderanno, tra gli altri, i patti di
stabilità, le assunzioni del personale da parte degli enti, la riduzione di
trasferimenti agli enti locali nell'ambito del nuovo regime di 'federalismo
fiscale municipale' e l'accertamento di somme destinate a Roma capitale.
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Ticket e sanità: la manovra prevede riduzioni della spesa sanitaria per 2,5 mld
nel 2013 e 5,4 mld nel 2014. I cittadini non esenti dovranno pagare un ticket
di 10 euro su ogni ricetta per prestazioni di specialistica ambulatoriale e 25
euro per il pronto soccorso. Il ticket si aggiunge a quello sulla prestazione,
rendendo così spesso più costoso per il paziente ricorrere alle strutture
pubbliche anziché rivolgersi direttamente ai centri privati. Il PD ha
presentato una proposta di legge, firmata da Franceschini e Bersani, per
sopprimere i ticket e chiederà che sia calendarizzata al più presto.
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Privatizzazioni: è previsto che entro il 2013 il governo approvi uno o più
programmi di dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti
pubblici non territoriali. Dietro questa procedura si cela l'insidia di
privatizzazioni che rischiano di svendere aziende pubbliche che sono il fiore
all'occhiello del Paese con un'operazione opaca e discrezionale.
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Costi della politica. La manovra fa molto poco: i trattamenti economici dei
titolari di cariche elettive e di incarichi di vertice non possono superare la
media degli Stati dell'Area Euro, ma solo dei sei Stati principali, e comunque
non prima della prossima legislatura; dal 2012 tutte le consultazioni
elettorali, ad eccezione dei referendum, si svolgeranno in un' unica data (ma
se ciò fosse stato fatto già quest'anno si sarebbero risparmiati 300 milioni);
a partire dal primo rinnovo di Camera, Senato, Parlamento Europeo e Consigli
regionali, i rimborsi ai partiti sono ridotti del 10 per cento, la riduzione
complessiva, per effetto di altre norme correlate, sarà del 30 per cento. Sul
tema, le proposte del PD prevedono la riduzione del numero dei parlamentari -
400 deputati e 200 senatori; la revisione entro la legislatura dei vitalizi dei
parlamentari, riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli
altri cittadini iscritti all'Inps; la riduzione della spesa collegata agli
affitti per garantire maggiore trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.
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Imposta di bollo sui dossier titoli: si aumenta l'imposta sui titoli in
proporzione ai patrimoni. Il provvedimento si presenta dunque come una vera e
propria patrimoniale, un'operazione di dubbia utilità in un momento in cui si
dovrebbero incoraggiare gli Italiani a comprare titoli di Stato.
- Le
mancate 16 azioni per lo sviluppo: le aveva promesse il ministro Tremonti e
dovevano essere previste nella manovra, ma non ve ne é traccia. Anche la
liberalizzazione degli ordini professionali é stata bloccata dagli
avvocati-parlamentari e dai ministri della maggioranza. Il governo non solo non
ha accolto le proposte del PD riguardanti le urgenti liberalizzazioni con cui
si volevano ridurre i costi delle famiglie in molti campi (banche,
assicurazioni, farmaci, servizi professionali, carburanti), ma con le modifiche
approvate, la manovra appesantisce ulteriormente la situazione economica dei
cittadini.
-
Accise benzina: sono confermati gli aumenti, da cui sono indenni i titolari
degli esercizi di autotrasporto. La manovra ha quindi reso permanente l'aumento
dell'accisa portando il prezzo alla pompa di benzina e diesel a un record
storico. Con l'inflazione ai massimi dal 2008, questo provvedimento rappresenta
un'ulteriore tassa sui consumatori, che interviene mentre il PIl é quasi fermo
e con disoccupazione e cassa integrazione in aumento.
Ecco
qua. Buone cose.
| inviato da
giannicuperlo il 29/7/2011 alle 9:47 | |
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